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Un web Service è un sistema software progettato per supportare un’interazione tra applicazioni, utilizzando le tecnologie e gli standard Web. Il meccanismo dei Web Service consente di far interagire in maniera trasparente applicazioni sviluppate con linguaggi di programmazione diversi, che girano su sistemi operativi eterogenei. Un approccio alla creazione di Web Service si concentra sulle risorse, e sul modo di individuarle nel Web e di trasferirle da una macchina all’altra.
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Il Browser Object Model (BOM)

Il Browser Object Model è un modello a oggetti, , esposto da un browser che consente di interagire e interfacciarsi con esso e con lo schermo del computer. Esso espone le funzionalità di un browser attraverso la definizione di una gerarchia di oggetti, con proprietà e metodi per manipolare l’ambiente di esecuzione della pagina web.

Document Object Model (DOM)

Il Document Object Model è un’API, o interfaccia, indipendente da una qualsiasi piattaforma o linguaggio, attraverso cui è possibile accedere e modificare il contenuto, la struttura e lo stile di un documento HTML o XML.
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Programmazione basata sugli oggetti

La programmazione basata sugli oggetti ha come obiettivo principale la creazione di nuovi tipi di dato. Un oggetto è un contenitore di valori eterogenei, messi insieme a formare una struttura dati unica e tale da avere generalmente una particolare identità. Normalmente, infatti, un oggetto è utilizzato per rappresentare un’entità specifica come ad esempio una persona, una moto, un pc, etc. tramite un’aggregazione di dati e di funzionalità.

 
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Funzioni in JavaScript

 Una funzione è un insieme di istruzioni racchiuse in un blocco di codice, contraddistinto da un nome, può accettare  parametri di ingresso e restituire valori. L’utilizzo di una funzione all’interno di uno script prevede due fasi:
  • una di  dichiarazione della funzione in cui si assegna un nome ad un blocco di codice;
  • una  di invocazione o chiamata in cui il blocco di codice viene eseguito.

Definire una funzione

Lo schema sintattico per la definizione di una funzione è il seguente:    
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I protocolli di routing stabiliscono le regole per la comunicazione tra i vari router all’interno di una rete. Con protocolli di routing ci si riferisce a quell'insieme di norme e regole che specifica come due router comunichino tra di loro. In particolare, questi protocolli forniscono tutte le informazioni necessarie a selezionare le rotte più adatte e veloci attraverso le quali far transitare i pacchetti dati. Ogni protocollo di routing applica un algoritmo di routing per la scelta del percorso “più breve” sulla base delle informazioni possedute.
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Nello studio degli algoritmi LS e DV abbiamo visto la rete semplicemente come una collezione di router interconnessi. Ciascun router era indistinguibile dagli altri nel senso che tutti eseguivano lo stesso algoritmo per calcolare l'instradamento attraverso la rete.

Al crescere del numero di router, il tempo richiesto per calcolare, memorizzare comunicare le informazioni di instradamento diventa proibitivo. Attualmente, Internet è costituita da centinaia di milioni di host. Archiviare le informazioni di instradamento su ciascuno di essi richiederebbe chiaramente un'enorme quantità di memoria. In questo scenario i protocolli visti precedentemente causano dei problemi:

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Esistono vari algoritmi di routing che permettono al router di costruire la propria tabella.

Si possono distinguere due classi principali di algoritmi di routing:

Algoritmi non adattivi (statici): non basano la loro decisione di routing su misurazioni o stime relative al traffico di rete e topologie, la scelta del percorso è definita in anticipo off-line. Negli algoritmi statici le tabelle di routing che sono memorizzate vengono compilate da una persona (Network Administrator) e i valori di tali tabelle non cambiano per nessun motivo fin quando il Network Administrator non li cambia;

Algoritmi adattivi (dinamici): modificano le decisioni di routing in base al percorso e al traffico in rete, comunicato ad esempio dai router adiacenti. Altri parametri usati riguardano le distanze tra nodi, il numero di salti tra nodi (hop), il tempo di attesa nei nodi.

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Le reti di calcolatori di grandi dimensioni si basano sull’internetworking, ossia il funzionamento combinato (inter-working) di reti (net) distinte. I calcolatori collegati a tali reti distinte sono in grado di comunicare grazie alla presenza di appositi apparati per internetworking. Nella Rete in Figura, si possono individuare due tipi di dispositivi:
  • i terminali della rete, che sono denominati Host;
  • i nodi che sono denominati Router
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La classe principale per trattare date ed ore in Java è java.util.GregorianCalendar che estende la classe astratta java.util.Calendar e sostituisce la ormai deprecata classe java.util.Date.P er creare un oggetto di classe GregorianCalendar che contenga la data e l'ora corrente, basta richiamare il costruttore senza parametri GregorianCalendar calendario = GregorianCalendar();
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Le espressioni lambda sono una nuova e importante funzionalità inclusa in Java SE 8 che sarà ufficialmente fuori a marzo – Se avete programmato in maniera funzionale o se si ha familiarità con l’idea di chiusure (clousures), le espressioni lambda non vi appariranno come niente di nuovo.

In matematica e informatica in generale, un’espressione lambda è una funzione. In Java, un’espressione lambda fornisce un modo per creare una funzione anonima,  introducendo di fatto un nuovo tipo Java: il tipo funzione anonima che può quindi essere passato come argomento o restituito in uscita nei metodi, un pò come si fa con gli oggetti  – In poche parole, si tratta di un metodo senza una dichiarazione, una sorta di scorciatoia che consente di scrivere un metodo nello stesso posto dove ti serve.

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